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Riflessioni 4 febbraio 2017 · lettura 2 min · 2030 letture

I 7 vizi capitali

Eleonora Capomastro Orofino 35 poesie pubblicate
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Greve si fece l'aria pesante più del piombo. Venefica nube nel cielo arcobaleno immondo. Sette gli spettri a mò di cupola pestilenziale pronti a discendere in terra trasfondendo il male. Giunse il primo di porpora vestito. Porpora come i mantelli di lacrime di murice intrisi. Era la sfilata dell'ego che non vede altri visi. Seguì il secondo, era rosso. Come il sangue che ribolle ritmica pulsione. Era la carne la perdizione. Frenesia veemente che obnubila la ragione. Rosso di sfumature malsane. Le ulcere sifilitiche tra le cosce delle puttane. Discese il terzo di nero vestito Era fuliggine che imbratta, la vista acceca come un'immonda cataratta. Eran gli artigli senza senno delle Erinni. Era fulmine che squarcia scomponendo l'anima fratta. Presto il quarto sopraggiunse. Era il verde. Verde come il vomito. Verde come il veleno. sopra gli altri scagliato dallo stolto serpente che a sua volta rimane intossicato. Verde come il disgusto dell'io la disfatta. Verde come il cancro dell'anima putrefatta. Discese il quinto d' agata e oro. Come gli scrigni preziosi in cui accumular gioielli senza conoscere il vero tesoro. Metallo sterile che impedisce la vita. Inutili orpelli spostavan l'attenzione dall'anima avvizzita. Mesta fu la sesta figura. Ardua da definire era terra era fango. Voragine che mai si può riempire. Era l'informe era lo sfacelo. Di fango come la poltiglia trangugiata alla ricerca di un sollievo per una carenza inconfessata. Infine l'ultima tra le sette ombre spettrali: era grigia. Grigia come il tempo incerto. Grigia come la via di mezzo e mai una direzione. Grigia come le eterne attese l'eterno rimandare Grigia come la polvere che sugli oggetti fermi si va a depositare.
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L'autore
Eleonora Capomastro Orofino
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Commenti (1)

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Angela Schembri4 febbraio 2017

Bella lirica, bel verseggio. Entrano in scena i sette vizi capitali nei loro contraddistinti colori, non è un arcobaleno, non è celestiale. Figure malefiche avvolte dalla loro peculiarità si susseguono, tetre si accerchiano, l'uno affiancato all'altro come a creare un emisfero infernale, come a trattenere meglio il male. Molto ben descritta dalla lettura scorrevole, sentita, coinvolgente!