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Uomini 27 agosto 2018 · lettura 1 min · 849 letture

Suoni antichi, di pietra e di canna

Eleonora Capomastro Orofino 35 poesie pubblicate
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Sulla scogliera sta un uomo con gli occhi socchiusi ad ascoltar la voce del vento. Figlio della pietra, ora è immortale, sopra ogni tempo. Si è fatto cavo, ponte e strumento. Come una canna, lasciando che il fuori risuonasse al di dentro. Tra prati verdi l’ho visto andare: l’orecchio intento a catturare visioni e linguaggi, arcani messaggi, svelati solo a chi è in grado di sentire. La mano burbera, stretta in controluce, sa riservare grazia gentile che anima il granito e un canto produce. > Così egli mi dice. Mutano e soffrono, lavorate dalla mano dell’uomo che in esse ha visto un senso, sentito un suono. Visionario artista che restituisce al mondo il suo Dono. Riecheggia la memoria quando s’alza il maestrale, su quest’isola in cui le canne e la pietra continuano a suonare. Raccontan che la Morte non è fine per ciò che perdura, ma solo un passaggio dell’eterna natura.
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(al Maestro Pinuccio Sciola) Poesia vincintrice del XV Premio Letterario \\\"Anselmo Spiga\\\" (San Sperate - CA) Dedicata al Maestro Pinuccio Sciola, padre delle pietre sonore.

L'autore
Eleonora Capomastro Orofino
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...\"sardamente\" apprezzata (Lia)

Magistrale. Ammirato poetessa. (Francesco Rossi)

Infiocco la poesia. (Francesco Rossi)

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