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Poesia 11 ottobre 2017 · lettura 2 min · 1032 letture

Bimbi sperduti

Eleonora Capomastro Orofino 35 poesie pubblicate
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L’orologio del tempo sembra esser impazzito. Basta un soffio di vento e ti trovi a vagare smarrito, in un luogo, un altrove, dove il suo potere pare esser cessato. Tra le rughe del volto di un uomo, su cui la candida ingenuità è di nuovo tornata, posandosi, leggera, sui suoi occhi, come polvere di fata. Sono i bimbi sperduti in un’isola che non c’è, alla ricerca dell’isola che un giorno è stata. Stai attento, bambino! Capitan Uncino è un nemico spietato e la strada a te nota d’improvviso si rivela un ricordo alterato. Sono i bimbi sperduti che hanno perso la meta, viaggiatori del tempo, di cui, a occhi disattenti, spesso sfugge un’identità segreta. Poco a poco bambini, la memoria è volata. Via, come i petali di una rosa sfogliata. State attenti lettori, al sorriso di chi bambino indifeso è tornato. Poco prima passando il suo sguardo vi ha sfiorato, ma da un animo cieco non è stato notato. Basta un attimo a trasformare una fiaba, in un brutto sogno in cui nessuno vorrebbe esser capitato. Quando loro si perdono, e ti perdi a tua volta nel rimorso di un istante che tutto ha stravolto e cambiato. A voi l’invito e il compito di proteggerli da Capitan Uncino, il nemico nascosto, che è sempre in agguato.
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Poesia che affronta il tema della demenza senile e delle scomparse ad essa dovute. La scomparsa fisica, come quella dei ricordi. Ispirata da un fatto di cronaca che mi ha colpito, dedicata a tutti quei \\\"bimbi\\\" sperduti e alle loro famiglie che ancora attendono il loro ritorno.

L'autore
Eleonora Capomastro Orofino
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Commenti (2)

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Antonio Terracciano11 ottobre 2017

Chissà se la demenza senile, descritta dalla poetessa con tanta empatia ed in maniera molto toccante, è davvero una malattia o non rientra piuttosto nella norma, in quello che in realtà noi siamo sempre stati, dei bambini indifesi, costretti a trasformarci in adulti "consapevoli" soltanto a causa delle necessità di questa vita così assurda? Il tramonto assomiglia all’alba: la luce è scarsa, e la fine (della giornata / della vita) non è che l’altra faccia dell’inizio.

Francesco Rossi11 ottobre 2017

Una tematica ben sviluppata basta un attimo a trasformare la vita delle persone anziane che purtroppo sempre più spesso raggiungendo traguardi importanti in relazione all’età anagrafica devono fare i conti con questa patologia, a noi il compito di non lasciare in balia della solitudine chi affronta la vecchiaia con spirito senile.