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Sociale 4 febbraio 2017 · lettura 2 min · 3439 letture

La bionda normanna e w palermo e santa rosalia!

Giuseppe Vullo 28 poesie pubblicate
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C’era una volta la città di Panormo, anche da Goethe conca d’oro chiamata! Un tempo ricoperta d’aranci e limoni brillanti, ora in mano a ladroni, mafiosi e furfanti! Dagli abusivi violentata e stuprata, da tante genti odiata ed amata. Dai Fenici fondata, poi vennero Arabi ed infine felice Normanna! Dai violenti il sopruso e l’abuso, dai poveri cristi il lamento diffuso! Le macchine sempre in sosta selvaggia, ho l’ansia al cuor, sembra l’ultima spiaggia! La città antica dalle mura cadenti, fai pochi passi e tra le buche sprofondi! Oh Palermo, decadente ed olezzosa, arsa e bruciata dal sole, sotto piante appassite ed a palme seccate dal "punteruolo" attecchite! Oh Panormo, Panormo... per il dolore non dormo! Perciò ogni notte io sogno, il ritorno al lindo paesello natio! Ma oramai siam, nelle mani di Dio, tra le sue braccia la sofferenza e l’oblio! Viva Palermo e santa Rosalia! Il sindaco ogni anno, ripete per la festa della santa! Viva Palermo e santa Rosalia! Mentre la gente mi sembra stanca, rassegnata e pure affranta! Ma se vuoi lottare, sopravvivere e combattere la mala pianta! Grida forte! "Viva Palermo e Rosalia santa"! Poi prega... oppure canta!!
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Palermo città bella e maledetta. L’incuria della politica, l’abbandono e spesso l’incivilta di tanti pseudo cittadini, malaffare, corruzione, sporcizia, crisi di valori disoccupazione, emigrazione, vacua lamentazione, alla fine non resta altro che raccomandare la città a santa Rosalia affinché ci ridia la speranza e ci liberi dalla peste del male e rassegnazione!

L'autore
Giuseppe Vullo
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Commenti (10)

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Maria Fiorella Corazza4 febbraio 2017

Un giro all'interno di questa bella poesia per conoscere la storia dell'amata Palermo che un tempo era ricoperta d'aranci e limoni. Ora, purtroppo per vari motivi, la città che sfiorisce, addolora il cuore di chi tanto l'ama! Complimenti al poeta per questo testo tanto profondo!

Giacomo Scimonelli5 febbraio 2017

Una triste realtà verseggiata con bravura dal sensibile Autore... una città stupenda oramai in ginocchio per colpa del politicante corrotto, della mafia e di tutti i cittadini che non rispettano le principali regole del rispetto verso i luoghi in cui si vive... una città come tante che pian piano si spegne tra le braccia della rassegnazione... non resta che mettersi nelle mani della Patrona Santa Rosalia... versi scorrevoli ed efficaci che condivido

F
Franca Mugittu5 febbraio 2017

Una città bellissima, dal'antica storia, ricca di vestigia, tradizioni e cultura., purtroppo sfiorita e forse offesa come il poeta scrive con un verseggiare elegante . Elogio

Donato Leo6 febbraio 2017

Storie di tutti i giorni nel vedere una città ricca di storia, abbandonata e deturpata da tutte le classi sociali. Eppure Palermo ha tantissimi tesori che se fatti conoscere, potrebbe dare una svolta anche economica ad una città più belle.

Franco Scarpa6 febbraio 2017

In questo momento di crisi, in risposta ad una dilagante disoccupazione la gente s'arrangia come può; cambia il commercio, meno negozi e più venditori ambulanti (magari abusivi). Si preferisce vivere la giornata. Purtroppo in questo contesto si deve aggiungere anche l'allargamento della criminalità. Politiche sbagliate che riguardano il lavoro e l'immigrazione e le troppe tasse, fanno mancare fondi ai comuni; e inesorabilmente questa situazione si rispecchia col malcontento e nel degrado delle città. Versi di grande intensità, intinti nell'immagine reale, che rendono ancor più curiosa la lettura. Viva Palermo e santa Rosalia!

Alberto De Matteis6 febbraio 2017

C'era una volta Panormo... ora c'è Palermo. Quanta differenza, sembra urlare con voce accorata e col cuore in gola il bravo Autore, tanto da sognare il ritorno al suo lindo paese natio. Denuncia, sì, per il degrado di oggi, ma nello stesso tempo c'è tanto amore per questa città stupenda dove ha profuso molte delle sue energie, a livello professionale. Per questo, alla fine della lirica grida... viva Palermo e chiede l'intervento della Patrona, Santa Rosalia. La speranza è quella che Palermo possa ritornare agli antichi fastigi e glorie. Un verseggiare molto apprezzato per forma e contenuto.

Rosanna Peruzzi7 febbraio 2017

Sono versi che non posso descrivere... perché solo chi vive questa realtà in prima persona può capire cosa si possa provare nel vedere la propria terra, origine di grandi culture e costumi "stuprata" da chi non la rispetta. Bei versi che conservo

Marinella Fois14 febbraio 2017

Versi che descrivono una realtà della propria terra, una denuncia di degrado, un urlo d'amore verso le istituzioni che poco fanno per ridare dignità alla città stuprata dal tempo. Plauso all'autore.

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emiliapoesie397 ottobre 2017

una accusa e un grido di dolore per tanta indifferenza perpetrata a danno di Palermo e territorio , Palermo città straordinaria per cultura, architettura, lasciata a se stessa o peggio all’abusivismo e al degrado perpetrato da chi guarda solo gli interessi personali... nota dell’autore che rammaricato constata tanto abbandono.

EmiliaGuerra7 ottobre 2017

come tutte le citta‘, anche per palermo ricca di arte e cultura, la situazione è la stessa di tutte le altre da nord a sud, parola di una persona che ha conosciuto sia il nord che il sud.