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Fantasia 6 febbraio 2017 · lettura 3 min · 782 letture

Il cagnetto

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Quando l'avevi trovato quel povero cagnetto ti sentivi invogliato dal virtuoso progetto: tu l'avevi salvato nel puzzolente ghetto dove tirava il fiato con sgradevole aspetto e con amore innato l'hai curato e protetto. Con moine amorose il cagnetto matura: con cure premurose il bagno si assicura all'essenza di rose: per far bella figura ottiene tante cose donate con premura: stupidaggini costose fuori dalla misura. Per lui l'affetto cresce e viene soddisfatto coi bocconcini di pesce: poi viene ben curato ogni volta che esce per non venir snobbato. Ormai bobbi è cresciuto in libertà invigilata e gira nel divano, dappertutto: dal divano si affaccia alla vetrata e dorme sul tappeto di velluto: a merenda finisce la frittata e si sdraia in poltrona, ben pasciuto già pensando ai gnocchetti di patata. Niente gli fai mancare come un bambino appena nato: lo porti a correre e a giocare e tutto gli viene perdonato: se di notte la deve scaricare sul pavimento di legno lucidato il cane non lo puoi rimproverare: se l'hai voluto apatico e viziato ora te lo devi sopportare compreso il suo pelo nel bucato. Quasi un anno intero se ne andato da quando sulla siepe l'hai trovato e adesso che il cane si è viziato non si vuole sentire trascurato: quando ti vede un po' distratto tende la zampa per esser lusingato ma più non vuoi avere quel contato e ripensi al piano che hai studiato: il tempo delle ferie è già arrivato e si avvicina il giorno del misfatto. Già da tempo balena nella mente che viaggiando il cane non è accetto ed esegui il progetto assai vilmente riportando la bestia nel boschetto: per darti un contegno indifferente lo scacci, come se fosse infetto: non vedi lo sguardo sofferente che implora un giusto verdetto: la bestia vede in lui un incosciente se scaccia il suo docile cagnetto: prima ci hai giocato allegramente ed ora gli hai fatto quel dispetto: afflitto, china la testa docilmente e si allontana via da quell'insetto. Non castigate i cani nel confino tenendoli chiusi in quattro mura solo chi ha spazio nel giardino può seguir della bestia la cultura: e se adotti un agile mastino porti la museruola e la cintura: non dar tanta fiducia al cagnolino pur se fosse di una razza pura perché se si avventa su un bambino scatena la sua rabbia per natura: l'istinto animale è un po' meschino e agisce con gran disinvoltura e tradisce l'amico padroncino dimenticando gratitudine e paura. Che dire dei cani mattutini che nelle piazze e nei viali annusano i più fetidi angolini pisciando le lesene dei portali e defecando perfino nei gradini: concesse vengon libertà immorali dai loro incoscienti padroncini: fate in modo che le sculture fecali non le faccian sul prato dei vicini: non liberate i cani nei piazzali ma fate che non escan dai confini educando per bene gli animali.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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