Il cagnetto
Quando l'avevi trovato
quel povero cagnetto
ti sentivi invogliato
dal virtuoso progetto:
tu l'avevi salvato
nel puzzolente ghetto
dove tirava il fiato
con sgradevole aspetto
e con amore innato
l'hai curato e protetto.
Con moine amorose
il cagnetto matura:
con cure premurose
il bagno si assicura
all'essenza di rose:
per far bella figura
ottiene tante cose
donate con premura:
stupidaggini costose
fuori dalla misura.
Per lui l'affetto cresce
e viene soddisfatto
coi bocconcini di pesce:
poi viene ben curato
ogni volta che esce
per non venir snobbato.
Ormai bobbi è cresciuto
in libertà invigilata
e gira nel divano, dappertutto:
dal divano si affaccia alla vetrata
e dorme sul tappeto di velluto:
a merenda finisce la frittata
e si sdraia in poltrona, ben pasciuto
già pensando ai gnocchetti di patata.
Niente gli fai mancare
come un bambino appena nato:
lo porti a correre e a giocare
e tutto gli viene perdonato:
se di notte la deve scaricare
sul pavimento di legno lucidato
il cane non lo puoi rimproverare:
se l'hai voluto apatico e viziato
ora te lo devi sopportare
compreso il suo pelo nel bucato.
Quasi un anno intero se ne andato
da quando sulla siepe l'hai trovato
e adesso che il cane si è viziato
non si vuole sentire trascurato:
quando ti vede un po' distratto
tende la zampa per esser lusingato
ma più non vuoi avere quel contato
e ripensi al piano che hai studiato:
il tempo delle ferie è già arrivato
e si avvicina il giorno del misfatto.
Già da tempo balena nella mente
che viaggiando il cane non è accetto
ed esegui il progetto assai vilmente
riportando la bestia nel boschetto:
per darti un contegno indifferente
lo scacci, come se fosse infetto:
non vedi lo sguardo sofferente
che implora un giusto verdetto:
la bestia vede in lui un incosciente
se scaccia il suo docile cagnetto:
prima ci hai giocato allegramente
ed ora gli hai fatto quel dispetto:
afflitto, china la testa docilmente
e si allontana via da quell'insetto.
Non castigate i cani nel confino
tenendoli chiusi in quattro mura
solo chi ha spazio nel giardino
può seguir della bestia la cultura:
e se adotti un agile mastino
porti la museruola e la cintura:
non dar tanta fiducia al cagnolino
pur se fosse di una razza pura
perché se si avventa su un bambino
scatena la sua rabbia per natura:
l'istinto animale è un po' meschino
e agisce con gran disinvoltura
e tradisce l'amico padroncino
dimenticando gratitudine e paura.
Che dire dei cani mattutini
che nelle piazze e nei viali
annusano i più fetidi angolini
pisciando le lesene dei portali
e defecando perfino nei gradini:
concesse vengon libertà immorali
dai loro incoscienti padroncini:
fate in modo che le sculture fecali
non le faccian sul prato dei vicini:
non liberate i cani nei piazzali
ma fate che non escan dai confini
educando per bene gli animali.
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
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