Non siamo più uomini

Nel grande dormitorio
la notte non si dorme
chi piange silenzioso
chi parla a voce alta
Chi sogna non racconta
È tutto in bianco e nero
solo incubi e fantasmi.
I giorni tutti uguali.
Pasti senza sale
a base di patate
prendo in mano il giornale
comincio ma poi smetto
Le sbarre alle finestre
qui dentro manca l’aria
costretti in un rifugio
senza luce né colore
Tra amorfe suppellettili
scivolano i passi lenti
degli infermieri stanchi:
stridio di ferri e odori acri
Abbandonati. Soli.
C’è chi cerca l’affetto
“Mamma perché non vieni?
Ho nel cuore i tuoi sorrisi”
Avanziamo lentamente
ci manca un po’ di voglia
mentre appoggiamo il corpo
a quest’intonaco sporco
Non siamo più uomini
ma automi che barcollano
come metronomi
che segnano il tempo
©
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L'autore
Patrizia Chini
Mi chiamo Patrizia Chini e sono nata a Roma nel 1950, oggi pensionata... status non desiderato, subito. Scrivere, per me, è vitale .... ( a proposito ho un mio sito un po' caotico, sempre con i lavori in corso: http://www.webalice.it/ni.pat30 ) solo scrivendo sembra sia più leggero il peso dei pensieri che
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