Mio nonno era marinaio

Mio nonno era marinaio,
guardava dritto
gli occhi del mare
e il sale gli solcava il viso.
Mio nonno era l'albero maestro
grande albero.
Il sole gli sorrideva in fronte,
il sole lo conosceva.
Mio nonno sapeva leggere il cielo
e con la mano grande indicava le stelle.
Mio nonno conosceva il cammino delle stelle
e nelle notti senza luna,
tra lo sciabordar dell'onde
mi insegnava a leggere il cielo
e il mio dito piccolo andava
dietro il suo, grande.
Mio nonno non era un dottore,
era un marinaio,
conosceva i continenti
le rotte, i venti
era forte contro i venti.
Mio nonno non era ricco,
conosceva il cielo,
e il cielo gli sorrideva.
Mio nonno era nobile nel cuore,
semplice come un bambino.
Mio nonno era forte e paziente,
conosceva l'umanità.
Ora io leggo il cielo
e ascolto il rumore del mare
a lui ricorre il pensier mio
naufragando fra le isole.
Mio nonno era un marinaio,
generoso e forte,
fino che un dì
vinse la morte.
Giaccion le ossa
nella terra pietosa,
ma la memoria
cambia la sorte,
vince la morte.
©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (3)
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Giovanni Monopoli23 ottobre 2007
ad un cuore che palpita nei ricordi di un nobile uomo... la felicità dell'autrice per averlo sempre nei suoi versi... con delizia e tenerezza
D
Daniela Mazzotta23 ottobre 2007
i versi di questa poesia dolcissima rievocano le gesta e soprattutto l'animo puro di un uomo, di un marinaio che vince ogni giorno la morte perché viene ricordato con nostalgia e amore
G
Grunge People24 ottobre 2007
Una poesia dotata di un'anima propria che accompagna il lettore dall'inizio alla fine del suo viaggio.
