Serenada
Ista notte,
culumba donosa m’as’apertu sa janna e su coro,
mirande sa corte e sa luna
carinnande sas parpalas m’ar juttu in pramas de chelu.
Mantesa che prenda e oro zicchinu
intro e sar manos a toccheddos de coro,
t’app’appiu in mamentos de isperu
chin disizzos galanos, Nina istimada.
Appo bortau su cavanu a sa sulidae
cando t’appo bidu colande in bichinau,
unu bisu che anghelu e s’artare mi ses parada,
che birghine de una paristoria.
In s’isettu ti canto a boche e notte
paragulas chi m’arpilan su sentìu,
in palas de s’icuru e sa bentana
ti brillan sos ojos che isteddos de amore.
TRADUZIONE
Questa notte
mia preziosa colomba mi hai aperto la porta del cuore,
guardavi nel chiarore lunare
carezzando le palpebre mi hai portato sulle strade del cielo.
Ti ho tenuta come una reliquia in oro zecchino
dentro le mie mani come un abbraccio di battiti del cuore,
ti ho cercato in un momento si speranza
dentro i miei pensieri più belli, mio piccolo amore.
Ho buttato alle spalle la mia solitudine
quando ti ho veduta passare,
un sogno come un angelo dell’altare,
come una vergine scaturita da una favola.
Nell’attesa io ti canto nella serenata
parole che mi fanno rabbrividire l’anima,
e dietro il buio della tua finestra
ti brillano gli occhi come stelle d’amore.
©
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
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