Ti porto addosso nel mio profumo d'eterno
Nicolina Macari
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Ti porto addosso nel mio profumo d'eterno.
Mi respiri l'anima e all'amore s'apre il
monologo che turba la permanenza.
Posso additare la tua essenza in lingue
che penetrano scollature di battiti
e di quel canto uno stelo pulsante mette radici.
Narro nel silenzio quando ti guardo,
dove abito in onore del tuo cuore e a riva finalmente.
E pulito il sonno dal buio il mio pensarti
riscalda l'alba nel suo ballo di cremisi adornato.
E a te mi riservo ovunque vada appiedato il tempo.
Ti scelsi braccio che per primo osservò le mie ali cadute.
Tu il più sublime bersaglio che mai abbia baciato
da reggere l'aria in passionale melodia.
Dove trattengo il calore e non dimentico la luce.
Ti scelsi mano che cuce carezze
per essere accolte tanto in alto quanto un credo
che ha derubato preghiere.
Tanto quanto ad un mio dedalo mai attraversato.
Ti scelsi seme per comprendere
come una rosa può celebrare serafiche stagioni
alle mie ombre acuminate. Adulando così il prodigio.
Per concedermi ancora, fra le tue placide dita,
corolla al sole di mille cieli dischiusi.
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