Alla coppa dell'alba
Nicolina Macari
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Ho steso le braccia
e mi spingo oltre il dolore
dove mai potrai capire le spine
che mi uccisero da bambina
se non aggiungerai mani spontanee
per sostenere i rovi -
Oh sia ben chiaro: " Non chiedo nulla "!
Poiché tutto scorre come sempre.
Mi cammino sul cuore
ad afferrare nel guizzo il ritmo delle cose
intrecciando, disfacendo
eloquenti silenzi - qui è il legato
che appoggia un vento più chiaro
per perdersi un po' meno -
Se sapessi che clamore di violini e note
in un livore d'anima alle nere notti di luna!
Ti dico: " Che sono per me risacca "!
Riflessi polpastrelli di stelle
dondolii nelle mie lingue di frusta
e se appena m' abbandono
mi aggrappo a questo biancore
d'un fiato corrimano - della sua lucentezza.
Ho steso ancora le braccia - e tu sai
che all'alba più leggeri si respira? -
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli1 marzo 2017
Intenso e gradevole verseggiare per dipingere sensazioni ed emozioni che coinvolgono il lettore... la Poesia è bella e scorrevole ma la penultima strofa mi ha colpito particolarmente... riflessione ed introspezione assieme ...

