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Introspezione 3 marzo 2017 · lettura 1 min · 1121 letture

Radici

Stefano Figoli 46 poesie pubblicate
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Medita sul monte una pallida luna, schiamazzi ed urla di vaporosa salsedine si incuneano tra frammenti di magri ed ossuti ciottoli. Secchi e riarsi muri si innalzano tra odorosi vigneti e scheletrici ulivi, intrecciati come uncini su strapiombanti pareti. Sguardi nodosi di scarni ed inariditi uomini si disperdono tra confuse litanie di invisibili eremi e incensati monasteri. Si odono versi strozzati di monogame tortore e nella oscurità della notte inchiodate lampade lustrano scoscese pareti scosse da spumose e limpide acque. Rientro assorto lungo deserte ed anguste viuzze e come una ferita nave risalgo, sfinito, il primissimo porto, e ritorno, curvo e reciso nell'esilio forzoso del mio esausto ed estraniato animo.
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L'autore
Stefano Figoli

Un mio caro concittadino un certo Fabrizio De Andrè disse che chi continua a scrivere poesie è un genio o un cretino. Bisognerebbe chiedere a colui che ha scritto poesie sotto forma musicale cosa ne pensa di chi inizia a scrivere poesie ( se così vogliamo chiamarle ) dopo un po' di anni di vita su questo nostro pianeta

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Commenti (1)

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Marinella Fois4 marzo 2017

versi spennellati di colori grigi, come immagini da affiggere. Plauso all'autore!