Rimorsi d'un senzatetto
Il sogno di gloria e di fama
fu per me una doppia lama.
Dal lavoro molto stressato
scordai color ch'ho più amato
A lei signor dall'occhio buono
le darò uno special dono.
Venga a me ancor più vicino
che le narro di me e del vino.
Le narro ciò, benefattore,
anche se ciò mi dà dolore
poiché non paghiate per l'oro
il prezzo dato da coloro
che ne son rimasti abbagliati;
saran pur i tempi cambiati
ma tal è rimasta la gente
che non dà il prezzo giusto a niente.
Son passati già tre lustri
quand'ero tra i signori illustri:
ma il lavor divenne tormento
e nell'alcool mi buttai dentro.
Sotto l'influsso del mio vino
menai sia moglie che bambino.
Il rimorso qui mi divora:
or son senza più dimora
e ho perduto la mia famiglia
Questa vita non m'assomiglia,
e comunque non è più vita:
riuscissi, la farei finita.
Il suo sguardo, sa, mi rincuora...
ricorda me prima d'allora;
ma è già passata un'ora
e per lei è ora d'andare:
che le mie frasi le sian care.
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L'autore
Bertolotti Paolo Francesco
Sono nato nel 1980 in provincia di Torino, in Alta Valle Susa. Ho iniziato ad appassionarmi alla poesia intorno agli undici anni. La montagna, il mare e più in generale la natura sono le tematiche che mi sono più a cuore al principio. Insoddisfatto della mia poesia ho smesso di scrivere a sedici anni sotterrando la
Commenti (1)
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M
Maria Francesca25 ottobre 2007
Molto profondo questo monologo. Ben delineato il profilo del personaggio narrante che ci consegna un monito molto semplice, su cui dovremmo riflettere. Un personaggio cui si guarda con indulgenza.Poesia scritta con maestria, poesia questa che oserei definire teatrale