Bambina disattenta
Eleonora Capomastro Orofino
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Cadono le foglie, cambiano i colori.
Era bello giocare così, senza pensieri
poi d'improvviso vortice, rumori.
Alice distrattamente pensava a ieri
sospesa, in un limbo senza tempo.
Altrove.
-Sei sempre tra le nuvole,
si può sapere dove hai la testa?
Alice non capiva,
mentre sotto sentiva mancare il pavimento.
Si chiedeva:
- Perché?
Mi sgridano tutti, cosa non va in me?
Guardava la stanza che intorno si svuotava,
ad ogni spazio vuoto quella più rimbombava.
Alice, Alice...
lo stesso sguardo da tempo non hai più,
qualcosa è cambiato e non lo sai neanche tu.
La chiamano distrazione,
pretendono tutti di darle spiegazione.
Vorrebbero una soluzione
in un lampo,
ma la velocità ti confonde
ciò che vorresti in realtà è tempo.
Cadono le foglie, cambiano gli umori.
Ogni rimprovero poco avveduto
somiglia al vento,
che assilla il giovane albero e lo scompiglia.
E quando il vento soffia, senza delicatezza alcuna
la tua mente è come foglia, scossa e trascinata.
La chiamano distrazione,
pretendono tutti di darle spiegazione.
Ma chi cerca ostinato una definizione,
in realtà è il primo a peccare di disattenzione.
Basterebbe silenzio
per poter scorgere e ascoltare
quel vuoto che si è creato e che neanche tu sai capire.
Basterebbe silenzio
stare accanto, sentire,
senza far rumore che potrebbe ferire
e così, solo in quel modo,
questo vuoto riempire,
il vento placare.
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