Salpare
Eleonora Capomastro Orofino
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Di nuovo,
su questo molo solitario
in cui il reale
si confonde con l'immaginario.
Nella nebbia immerso,
che le figure paiono scomparire.
Sedersi, restare,
lasciarsi inghiottire.
Spogliarsi,
di ogni volontà,
sentire, aspettativa.
Guardarli come stracci,
che galleggiano impalpabili
disegnando figure fantasiose,
leggeri come cigni.
Per poi diventar macigni
e affondare alla deriva
trascinandosi nelle profondità
più mostruose.
Svestirsi,
dai sogni, i desideri, le lotte
che tanto ci han tormentato.
Smunti e scarni,
per non sentir più niente
come corpi vuoti
che la vita ha abbandonato.
Spettri,
che vagano in una non- notte,
in questo grigio inferno,
in cerca della pace
della pietà del sonno eterno.
Con le mani intrecciate,
e le orecchie ormai sorde,
lasciarsi andare.
Chiudere gli occhi,
salpare.
E non tornare.
🌐
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