L'inchiostro è vuoto
Nicolina Macari
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L'inchiostro è vuoto ed io non so quel che è stato.
Non vedo segni. È uno specchio che tace.
Con quale intensità dovrò fare righe e
tenerle nell'essere apparse?
L'essenze intendo - quelle che vanno alla punta
e versano le parole -
quelle che vogliono sottrarsi e nel contempo -
vogliono aderire -
E arrossando impiantano versi.
E più spedito è il cuore in questi argini depurati.
L'inchiostro è vuoto.
Con il suo alveare di nero avizzito.
Non rimormora il pigolio. La pagina affanna.
Con quali buone gambe dovrò andare
ai meriggi per recarne i colori?
L'emozioni intendo - Là nel gorgo dei viottoli
anelanti - di lettere accomodate
distese ad amare quel timido silenzio -
Per sciogliere sulle mie palpebre chiuse -
il cadenzare che fa alta l'anima.
L'inchiostro è vuoto. Diafano il suo volto.
Ornamento d'un vento che veglia.
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Commenti (1)
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Mariasilvia15 marzo 2017
La pagina affanna nel bianco se l'inchiostro è vuoto. Le essenze che vanno alla punta non scrivono profumi di versi. Quanto dovrò faticare per ritrovare colori, tinte per riempire le parole appese nel nulla. Mi interrogo, interrogo il pensiero insieme a lui si che, vedrà fiorire un foglio che si riempie di un nero brillante. Le parole sono l'eco della vita. Tristemente, intensamente suggestiva e di qualità eccezionale. Plauso!
