Fel in fundo
Eleonora Capomastro Orofino
35 poesie pubblicate
+ Segui

Rimugino,
dall'alcol annebbiato.
Seduto allo stesso posto,
non so
quanto tempo sia passato.
Fuggo dal presente,
mi rifugio
nelle ombre di un vetro smerigliato,
quando il disagio
si fa insistente.
In immaginari tempi gloriosi,
in cui bene mi pare di esser stato.
Ma forse
tutto questo
me lo sono solo immaginato.
Quel ragazzo sofferente
-Sarebbe potuto essere un vincente!
Bello, forte, intelligente-
Sono stato sfortunato,
non ho potuto farci niente!
E' più facile dar ascolto a ricordi alterati,
compatirsi in circoli viziosi perennemente,
che guardare al futuro o al presente.
Ancora una volta
sto qui seduto,
a pensar che
in realtà non ho mai vissuto.
Non so bene che sia amare
e sentirsi ricambiato,
non so cosa sia fiducia
o sentirsi incoraggiato.
E' una cosa che la vita
non mi ha mai insegnato
e quando l'ho incontrata
non mi son sentito all'altezza
e son scappato.
Così volta dopo volta
tra un rovo e l'altro
mi sono impigliato,
sempre più fitti
sempre più sfigurato.
Quel ragazzo
in me ho seppellito,
anno dopo anno,
con ogni lacrima di spirito
che dal mio bicchiere
mi son bevuto.
Siedo solo,
il fisico canuto
lo sguardo appesantito.
Quel ragazzo
forse è vivo,
spera che una mano
si posi a dire
che nulla è perduto.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Anna Rossi16 marzo 2017
Un tema difficile da trattare ma attualmente tragico se si pensa ai molti giovani che si avvicinano pericolosamente al veleno mortale... un veleno che distrugge lentamente non solo il corpo ma anche l'anima. Schiavi e intrappolati in una via senza ritorno... Una lirica apprezzata... complimenti all'autrice

