Eggregora
Eleonora Capomastro Orofino
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E sussurravano
e s' insinuavano
dentro le orecchie
mi molestavano.
Eran le dita
dell'Eggregora
sonde implacabili
mi scandagliavano.
Ad ogni ora
mi tormentavano
fin nel profondo
mi rimestavano.
Erano voci
che persuadevano
visioni alterate
che spaventavano
che turbamento
e scompiglio creavano.
Nutrimento
per il parassita
che molti ignoravano.
Impercettibile
invertebrato
migliaia le prede
a cui è avvinghiato.
In un momento
di silenzio trovato
riuscì a scorgere
la bestia
ciò che non va
quasi nominato
pena l'essere
come folle tacciato.
Vidi chi nella sua tela
inconsapevolmente
era invischiato.
Mi discostai
capendo che quel patema
non mi era mai appartenuto.
Solo una storia
in cui mi ero immedesimata
a cui avevo creduto.
Delle emozioni
si era nutrita.
Recisi i fili
morì avvizzita.
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