Ancor ti mascheri di me
E bivaccando non per scelta
vicino alle paludi a te preziose
dove stagnano le fate
al miracolo del raziocinio
ti ho visto ancora li
distante e un poco opaca
attraverso il fumo
della mia sigaretta scadente
e le fumavi anche tu
nei nostri giorni
di desiderata elemosina
scrollandoci di dosso
l’eclissi delle tasche vuote
mi parlavi di goethe
piangendo lacrime di neruda
dei tuoi ricordi di cose futili
e io non parlavo mai
respirando pause di rive lontane
per non stonare mai
il silenzio avvolgente
che addormentava l’assenza delle stelle
per non stonare mai il silenzio
e l’esistere nel tuo corpo dondolante
fra coralli e impressioni d’amore
quella fatica di incontrarci lontani
nel complesso di radici mendicanti
nei giardini di ore aride
sferzanti bisogni di sentire
simili rumori
sentire la superficie della pelle
che riveste il giorno seguente
e riveste di sonno la ragione
di mancata divagazione
ora con i piedi paludosi
impronti nelle rive
la quotidianità del mio parlarti
violentando il mio cercarti
nello scettro di stremate
ghette sfilate di odio
e sospiri di piombo
eppure ancora ti mascheri di me
©
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Sincity
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