Rifiuto
Eleonora Capomastro Orofino
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In me stessa mi ripiego
come punta da sagitta,
esprimendo il mio diniego
non mostrandomi sconfitta.
Me ne fotto e me ne frego
dei miei stupidi patemi:
-Siete insulsi e vi rinnego!
Su di voi i miei anatemi!
Non sarò il vostro pasto
ciò di cui vi sfamereste,
che Io sia il vostro Olocausto!
Su di voi morte e peste!
Così come vi ho creati,
io ora vi disgrego
ma...
D' improvviso ora io annego,
affogando nel mio sangue
mutilata nel mio ego
che tra i rossi fiotti langue.
Troppa forza, troppa vita,
da non esser contenuta,
esser vigile e stordita.
Cara amica
mia temuta
io ti cerco
in un sorso di cicuta.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi25 marzo 2017
NOTE POETICHE FORTI, SI PERCEPISCE QUEL POETARE DIROMPENTE CHE LASCIA AL LETTORE AMPIO SPAZIO PERCETTIVO. Quindi via tutti i patemi e affrontiamo con rinnovata fiducia la quotidianità. Questo mi sento di dire leggendo questa composizione poetica.

