Vignetta imperitura
Supponendo che io sia intelligente
(e farlo
è molto appagante)
sarebbe
davvero divertente
degli altri esser sprezzante.
Potente
e ad ogni altro avante.
Sarebbe divertente
ma ho un piccolo difetto:
io
adoro il fumetto.
Qualche idiota definì un giorno
"bassa letteratura"
quel ch'io vado sfogliando notte e giorno
di cui infinita ho cura.
Quell'idiota forse mai si guardò intorno
mai vide ch'ormai dura
il fumetto da anni e che oramai senza ritorno
il fumetto è arte pura.
La nuvoletta è arte,
vignetta imperitura,
del teatro ha una parte
e di letteratura,
conta tra le sue carte
pur anco la pittura,
la nuvoletta è arte
per me l'arte più pura.
Nuvoletta mia ingiustamente lasciata da parte
assurgi che a me mai mi paresti oscura!
Nuvoletta,
nel mondo dell'arte
avanza sicura!
Supponendo ch'io non sia tanto prestante
(e questo
al ver m'appar più somigliante),
comunque
un po' sarei stato importante
per te, nuvoletta,
fumetto mio rassicurante,
ch'avante
nel mondo dell'arte ti avanzai un pochetto
con verso incostante
e forse scadente
che a te piacerebbe, fumetto.
©
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano26 marzo 2017
Chi ha scritto questa poesia, dotata di un'interessante struttura e di piacevoli giochi di rime, sembra quasi (piuttosto ironicamente, direi) chiedere scusa ai lettori, perché ama svisceratamente i fumetti, un genere d'arte da molti considerato ancora "di serie B" . Pur avendoli io sempre poco amati (forse perché non so disegnare...) , difendo senz'altro la passione dell'autore, che troverebbe un grande alleato (da Lassù ormai, purtroppo!) in Umberto Eco, cultore di tutti i generi letterari e che sdoganò il fumetto già negli anni Sessanta.