Salsedine
col pugnale della pazzia
strappai le vele della nave
cullato da onde e venti
guardai la croce del sud
schernirmi
giunsi
all'equatore dei miei sensi
un punto
inventato
nella squilibrata mappa del mio io
in bilico
tra i due mondi dell'anima
il savio ed il pazzo
mi parlavano
ad entrambe
le orecchie
ora urlando tentazioni infami
poi suggerendo vite tranquille
feci mille pezzi
di una bussola
e gettai su carta la mappa
dell'uomo pazzo
scelsi di perdermi ancora
di sbaglire mille volte il porto
e di amare mille donne
alla fine dei miei
corti giorni
racconterò dei mostri
e delle sirene
di quella mappa
su cui piansi tante volte
quante le miglia in mare
e tra i miei denti marci
e lecicatrici della faccia
sarà un eterno sorriso
stampato sul mio viso
©
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