Sulla vita, sul lavoro e sull'amore
Poche gocce per toccare
il fondo, poche bastano
a bruciarti dentro
quando il mondo
non ti somiglia, non ti vuol
bene, mentre il veleno
d'una bottiglia
sanguina nelle tue vene.
Non mi guarda di buon
occhio, quella gente
dall'altro lato, ma mi getta
come un pidocchio
in un angolo della strada
perché questo è il mio posto
proprio accanto a un cestino
purché non sia di troppo
non disturbi il vicino
tanto non c'è più spazio
per la mia vergogna,
ma mi fa compagnia
l'odor della fogna.
L'altra sera ero brillo
come al solito, a terra
quando si fermò
un tizio, una brava
persona, forse
per uno sfizio, o per
il paradiso, gli saltò
il grillo d'un'opera
buona, mi donò
un po' di soldi, e pure
un sorriso...
e riconoscente
e col suo denaro
brindai alla salute
del povero ignaro,
e riconoscente
per essergli grato
bevvi i suoi soldi
tutti d'un fiato.
Poche parole bastano
a dirti che la vita
ti chiama, poche parole
impiega una donna
a dirti che ti ama,
son poche sillabe
sussurrate al cuore
da chi ti vuol bene,
mentre il sangue
riprende a fluire
nelle tue vene.
Basta capire che tu
per il mondo
sei sempre qualcosa,
sei come il petalo
d'una bella rosa
e allora non serve
che ti ostini a toccare
il fondo, se comprendi
che sei anche tu
parte del mondo.
Ma fu per coerenza, forse
per vocazione...
che bevvi sulla vita
bevvi sul lavoro
e bevvi anche sull'amore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!