L’immagine

Guardo un’immagine di donna
specchio di un’identità di sogno
amplificato da innesti di ramificazioni
espanse nel mio animo.
Squarci di luce penetranti,
corpo celeste, corpo di donna di dirompente bellezza,
in eclisse e in sovrapposizione lontana.
Fessure delle immagine irradiano raggi luminosi,
proiezioni di un’anima intensa,
con orizzonti illimitati, confini che volano lontani.
in riflessi diffusi e proiezioni d’ombre armoniose.
Nel cono eclissale, un corpo di donna maestoso, avvolgente,
appare e scompare, come cavallo forte, potente, bello, e imprendibile,
in corsa su praterie sconfinate degli altipiani
della vita, in giri vorticosi, fiero e superbo, criniera nel vento.
Penetrando l’immagine in accorta visione le
luci diventano sempre più vive,
l’immagine si dissolve, fondendosi
con la profondità della sua anima,
si aprono veli sottili, si intravedono occhi come fari,
che penetrano, trafiggono, assorbono,
proiettano luci intense abbaglianti e
in continua espansione.
Sto a guardare... traguardare,
ma il mio occhio limitato
non arriva oltre, ci arrivano i
sogni... le fantasie sommerse.
Abbagliato e stordito, nel mio deserto di vita
non arriverò mai quell’oasi, che resta miraggio,
non berrò mai l’acqua di quella sorgente,
che solo il mare potrà accoglierla,
quella luce solo il cielo potrà assorbirla;
quel corpo e quell’anima appartengono al vento,
che ha smosso e amplificato fantasie,
ha scosso l’indifferenza, ha estratto parole avvolte dal suo fruscio,
morte poi nel silenzio come foglie secche, che hanno
già dato linfa all’albero della vita.
©
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