La ragazza dai capelli novelli
Nulla ora è più cieco
del vuoto affisso
nei muri facciali
della costante omeostasi
che avvolge la campagna
medita la prosa contadina
la ragazza dai capelli novelli
oppressa e sconfinata
nei perché dei fili d’erba
nei perché si fugge sempre
nell’altrove perituro
ed evaporano esegesi
quelle lettere d’addio
che devote invecchiano
nella scrivania delle mani
in quell’alito fonetico riletto
nell’esasperata cantafera
nuvole ad orologeria
esplodono nel tempo
che separa il suo inutile
dall’esistenza
di un cielo fotografico
perlustrando
nel suo intimo indugiare
la lucidità delle illusioni
educate alla bonomia
isolata nel disprezzo
dei giorni fantasmi
racchiude il suo cadavere d’amore
nella scatola di un odio impolverato
sonnambula nell’inganno
con passi persiani
cercando il rifugio
degli anni non lontani
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Sincity
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