Canto della solitudine

Laghi di tristezza si aprono negli occhi;
lungo lo sguardo tra la terra e il cuore.
La solitudine è fredda, non aspetta il domani.
Gli alberi delle speranze scuotono le ultime foglie,
se muto si svegliasse il fiore dell'attesa,
forse il canto tornerebbe in questa valle.
In questa dimora spenta
dove il vento ora conta solo i morti.
Se muto si svegliasse il fiore dell'attesa,
forse nascerebbero piccole foglie nuove.
Un sussurro di vento lento salirebbe più in alto,
aspettando l'arrivo delle rondini.
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli4 aprile 2017
Laghi di tristezza davanti gli occhi e quella fredda solitudine che non aspetta il domani... immagini e metafore si intrecciano con le toccanti sensazioni verseggiate dalla sensibile Autrice... un verseggiare armonioso che coinvolge dal primo all'ultimo verso... gli ultimi versi donano emozioni intense... complimenti
