Sonetto V: il pane dal cielo.
Presso Gesù molti si radunarono:
”chi mai potrà sfamare questa gente?
Cinque pani e due pesci sono niente! ”
Ma dodici canestri ne avanzarono
ed oltre cinquemila ne mangiarono.
Sfiorando l’acque prodigiosamente
all’altra riva passò nascostamente,
là con stupore quelli lo trovarono.
”Voi per il pan mangiato mi cercate,
ma non cercate il cibo che perisce,
bensì quello ch’eterna dà la vita,
or vi rivelo una verità ardita:
la carne mia è il pane che guarisce,
se la mangiate, nel mio Regno entrate”.
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia30 ottobre 2007
Rilettura del Vangelo, consapevole, elegante, veramente riuscita e di sicuro effetto. Quasi una carrellata televisiva
K
Kate30 ottobre 2007
un sonetto altamente religioso che senza dubbio rispecchia la religiosità del poeta. bella la costruzione e la musicalità.
