Carillon
Nicolina Macari
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Danzo queste mie malinconie
intime ed immense
dall'alcova di un silenzio arioso
è un appello
che lambisce respiri increspati
un'angoscia
che riflette livida le oscure braccia
della notte.
Dico all'anima sul suo petto che
ho già stretto
dimore così curva su curva
che supplico
di ascoltare d'ogni suono robusti sorsi
di note gentili
e d'ogni applauso l'onore d'un balsamo
di cielo
ad incrociare un privilegio di passi
con forza
improvvisa e certezza della sua veste.
Il sole
i ciondoli alla sua cintura - ed io
che danzo
ancora del suo mattino una ballata come
di un carillon.
©
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Commenti (1)
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Patrizia Ensoli2 maggio 2017
Autrice che dona sempre delicati versi alla lettura. Un poetare delicato ed elegante. Disegni preziosi nel verso, buona sostanza di emozioni!

