Giorni

ci furono
giorni invecchiati
prima di nascere
ancora
morti all’aurora
del giorno già passato
appena dopo l’autunno
e la prima luce del giorno
che filtra tra i cipressi
alle colline
fine che inizia
ad aspettar
il ritorno
giorni
invecchiati
senza mai fiorire
trascorsi nei silenzi
di un inverno
nel sogno
di un risveglio
intenerito
come se fosse
adesso l’infinito
di ciò che passa
e non si può cercare
in brevi primavere
addormentate
quando si aspetta sera
e non arriva
nei giorni
spesi e persi
e ormai gettati
nel nulla dei ricordi
cancellati
per non voler mai più ricominciare
in tutte quelle estati da sudare
lasciando che sia il tempo
a incorniciare
la scena dall’aurora
all’imbrunire
nel dondolio del vento
all’orizzonte
proprio difronte a me
tutto quel mare
che ho sempre amato
e che vorrei abbracciare
in uno di quei giorni alla deriva
quando la luce invecchia
e poi rinasce
e il male che ho bevuto
è ormai dissolto
e tutta quella sete
è ormai lontana
e non ricordo più tutto il dolore
di un giorno che nasceva
già invecchiato
piegavo le ginocchia indebolite
e poi pregavo...
e non so ancora
se era un sogno
o il vero
quello che so
è che c’ero...
quando quel giorno
non restò più nulla
e questa vita mi sembrò
più bella.
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