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Impressioni 15 maggio 2017 · lettura 1 min · 2362 letture

Τάρας (sonetto)

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Poiché mi porse i respiri più aulenti l’acuto sguardo non distolgo e - creso - vago tra regie vestigia giacenti tra l’ubertoso Tara ed il Galeso. A conferirLe fama fra i reggenti gli ori, i due mari, un ipogëo esteso, gli echi di Sparta, il ponte, le possenti torri e l’inferno che i fiori ci ha preso. E quando l’ombre annunciano la sera muove la mente al magnanimo mare che solo basterebbe a farne meta; la sabbia bianca e la brada scogliera ricordo e mai potrò non ricordare quell’angolo del globo che m’allieta.
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Riposto... con qualche lieve modifica. "...quell’angolo di mondo che più d’ogni altro allieta..." era questa una Citazione di Orazio riferita a Taranto. Respiri più aulenti = l’Amore "...Impresa che croci ci ha reso..." riferimento a ILVA (industria che ha seminato malattia e morte). "reggenti (comuni)" = Capoluoghi di province Italiane. Ubertoso Tara = un fiumiciattolo che un tempo era usato per lavarvi filati di lana Echi di Sparta= Fu colonia di Sparta che le diede il nome in onore di Taras figura mitologica figlio di Poseidone e fondatore del primo insediamento.

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Duilio Martino
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, stupenda poesia... (Giovanni Monopoli)

Un sonetto per una Taranto che merita. (Antonio Biancolillo)

Commenti (4)

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Galante Arcangelo26 gennaio 2018

Lo scenario antico, rivive, grazie alle reminiscenze storiche, adeguatamente citate dal poeta. Ed al fine di inneggiare il messaggio, insito nel testo, le impressioni, si mescolano ad una moderna visione, la quale, poeticamente, ben si collega alla descrittiva realtà di un luogo, certamente restatogli impresso, nella mente. Opera stupenda, per gli amanti del genere!

Mimmo Mariano26 gennaio 2018

Da tarantino, dopo aver apprezzato l’opera, ho la fortuna di cogliere appieno il significato di questi versi, coniati con dovizia per una città oggi dimenticata e distrutta ma che fu capitale della Magna Grecia.

carla vercelli26 gennaio 2018

Bellissimo sonetto, dove si può notare tutta la maestria e la ricerca della perfezione del poeta Duilio Martino, a descrivere una città che l’ha ospitato per molti anni. C’è tutto di Taranto, le sue croci e le sue delizie e anche, pregiata, l’esperienza personale dell’autore che per esprimere il proprio pensiero usa una forma classica e la bellezza della città, dati i suoi trascorsi, ne risulta esaltata. Molto apprezzata!

Antonio Biancolillo30 gennaio 2018

Un sonetto da maestro per un’ode a una Città che sembra quasi abbandonata alle grinfie di quell’"impresa che croci ha reso"... una città di grande prestigio di un tempo ...come cita l’Autore..."quell’angolo di mondo che più d’ogni altro allieta"... Con una grande visione poetica ha saputo dipingere immagini che sono capaci di far emergere croci e delizie di questa grande Taranto. Molto apprezzata...