La pallida luna dell’incorporeo
La pallida luna
dipinta nel buio,
di tiepida luce
riveste il mondo.
Ombre sinistre
proiettate al suolo,
creano figure d’incubo.
Il cuore,
come un tamburo
rilascia nell’aria
un suono regolare;
esso pompando sangue
scandisce l’attimo del tempo,
che come il fiume nel letto,
scorre senza sosta,
andando verso terre
ancor prive di forma.
In questa notte,
occhi di civette e gufi
osservano l’osservatore,
che intento ad incidere
sulla carta,
ogni sua piccola sensazione
prova a scacciar via le sue paure.
Ma io,
che a nessuno appartengo,
vado errabondo
nel mondo incorporeo,
che nelle notti di luna piena
delicato
si sfiora con la materia.
Ed è in queste notti
che io,
sogno decomposto
rinvigorisco
e vestito di nuova carne,
mi affaccio
su questo tetro e assurdo mondo,
donando
a chi mi sta intorno
il seme lucente
del nuovo giorno.
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