Oltre i sensi
Andrea Vivapenna
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Ignorar distanze, e tempo:
ovunque il pensier può,
e al di là di queste
spira il vento,
or calmo e poi inquieto,
sulle gote tue.
Chi sa dove, carezze
di onde marine,
sfioran l’ameno aspetto.
Tutto alla mente ritorna,
riappare, come subitanei lampi,
e il sole, lontano,
nel tuo splendor si trova;
di vita corusco,
irradia altresì le piove,
ma sì fatte gocce scendon
come baci. Rimane il calor
s’ogni nube onnubila
il gaio volto,
e se anche neve giunge a custodir
ciò che tieni,
anche in tal caso,
il sol non fugge.
Passano i dì,
assai mutevoli
ed eguali;
accanto all’abbraccio
delle querce, dei pioppi,
dei pini e degli abeti,
sotto qual si voglia fronda,
riposi; e i color delle chiome
a torno, delle erbe distese
fra innumerevoli ed inclini fior,
sorridon lieti a omaggiar
la tua presenza;
quasi a empir quel ch’ivi resta.
Al suon del mar
piatto o in tempesta,
dei cieli cupi od azzurri,
al risonar continuo del disio
involto della terra,
ove tutto al cor sussurra,
adagio, senti,
in ogni luogo,
in ogni avvenir,
ch’io sempre sarò con te.
©
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