Voleremo dove nasce il mattino
L’ho respirato, negli anni felici,
quel posto che tu non conosci
il mio sguardo evaporava distanze
curvando alle ammiccanti stelle
lieve, planando, con ali tenaci;
ingrigito, s’è velato il ricordo
troppo presto ho perso le piume
chi può dirmi la giusta rotta ancora
- pesa la zavorra dei dubbi -
se anche i bimbi barattano le ali?
Occhi si chiudono per non vedere
- e non per inventare un sogno -
e mediatici capitani Uncino
precludono gli anni del volo
fra le gabbie d’elettronici schermi
Perciò ti parlo di un mio vecchio amico:
Peter Pan era il nome suo
in tasca mille cieli di magia
- tu aiutami a farti volare -
sopra un’isola di giorni più veri.
E ci vestiremo di occhi infanti
avremo stelle a portata di mano
dalle comete prenderemo scie
nel fatato scintillio degli sguardi
- voleremo dove nasce il mattino -
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Commenti (2)
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B
Bruno3 novembre 2007
è da leggere lentamente e si entra nell'atmosfera incantata di questi versi, ci si sente più leggeri, di ottima lettura.
Paolo Ursaia3 novembre 2007
Rime da meditare, che tengono avvinto il lettore. Profonda ed elegante
