Filo spinato
marina marchisio
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A te, cara creatura,
che non hai più voce
per il troppo urlare
contro immagini
di cartone senza anima,
voglio dedicare il mio tempo
e le mie parole
per raccontar di te.
Troppo ingenua, dolce
e delicata, ti sei lasciata
portare via dai Lupi dal Dolce Muso,
maestri d'inganno nella loro bellezza.
Hai corso a perdifiato con loro,
felice come una bambina con
i fiordalisi negli occhi
hai dormito in boschi di betulle
protetta dal loro calore.
Ma poi è arrivato il giorno della resa,
loro volevano la tua anima
intatta, perfetta per la loro fame
per la bramosia che li divorava,
troppo avevano atteso,
ora appartenervi a loro.
Piccola dai profondi occhi di cielo
non c'è più nulla per te,
i fiordalisi sono fuggiti dai tuoi occhi,
ora vedo cupo, un nero di pece
di betulle arse dal tuo stesso sguardo
e vedo il tuo cuore, con orrore,
di filo spinato avvolto.
Ti hanno presa, ghermita, avvelenata
del loro stesso fiele, non ci vedremo
mai più piccola, se non dove ci siamo
viste fino a stanotte...
tra le ombre e tra i lupi, nei miei sogni.
©
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marina marchisio
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