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Fiabe 11 giugno 2017 · lettura 1 min · 1199 letture

La casa assonnata

Giulivo Salvatore Giovanni 43 poesie pubblicate
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Ho costruito una casa aveva le fondamenta la voglia e l'esigenza di esser lavorata. In cantina l'ozio ingurgitava le damigiane noiosamente oscure e svogliate fatte di radici di uva sradicate e immature sul dolce amabile letto addolcendo il desideroso materasso. Posavo negli scaffali libri gustabili dell'essere Si intelligente da esserne il naturale efficiente in queste mura friabili fatte di cartapesta come il carnevale nelle feste dove l'inganno si ripone nel suo ripiano. E' il succo di parole scritto in queste liquorose pagine di carta volante intestata e imbevuta di insonnia cercando un giaciglio di pietà leggendo nei mobili di questa casa il fato scritto sulle fondamenta che innalzano i cuori di altri arredamenti in denti vogliosi di sogni già adagiati in cuscini di torte mangiate in cucine preparando vivande di speranze già edificate.
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Giulivo Salvatore Giovanni
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Commenti (1)

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poeta per te zaza17 giugno 2017

L’Autore, con l’0zio – l’Apparenza – l’Inganno e la Pigrizia, ha edificato una casa. Il materiale accumulato lo ospita in “mura friabili col fato scritto nelle fondamenta”. Chiude ironicamente coi “denti vogliosi di sogni già adagiati in cuscini di torte mangiate in cucine preparando vivande di speranze già edificate.”