Lettera dalla Morte
Giulivo Salvatore Giovanni
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Sono la Morte
un’oscura sensazione di porte
chiuse nelle vie della sorte
nel tintinnio di chiavi rinchiuse
dentro le storie passate
destinate e mai cestinate.
Sono il rimbombo dell’Oblio
al volte come vostro desio
inciso nel desiderio del rumoroso silenzio
di esserne il cerchio di un oscuro desiderio.
Produco i pRofumi notturni
dei fiori dei campi santi
dove cresco i semi dei vostri stampi
di voi spiriti ansimanti e vaganti
al volte come copie delle vite degli altri
incisi nei venti dei vostri eventi.
Sulla Tomba erigo i segni di voi
scritti come segnali di strada
dove indico silente la cava
di tavolozza dipinta da sacra volontà divina.
Oramai nelle Eternità dei più
risuona il forse dolce cader giù
vedendo ricordi di vostre virtù
di voi divenuti i nuovi menù
di cucine nelle strade dei dejavu.
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