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Riflessioni 21 giugno 2017 · lettura 1 min · 813 letture

Se fossi il vecchio che sono

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M Aprile 36 poesie pubblicate
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tu che cosa scriveresti degli spigoli convessi sui quali poggia un mondo o un armadio dove sei chiuso dentro e se le ante non fossero i tuoi occhi ma quelli di un ostaggio del fuoco dei giovani e stupidi che a un certo punto votano per gioia o per linciaggio di un sé vestito d'altro ma meglio, cadendo in un risveglio di misera rima, ripensa a molto prima dove il dito sullo spigolo era tuo ma non ti apparteneva nemmeno la bestemmia successiva e quella dopo più lucida e meno espressiva leggi nella saliva di quell'io puerile un Dio troppo civile per pescarli comincia ad insultarli e respira
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L'autore
M Aprile

Nacqui e vissi,accavallandomi ad altri

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Commenti (1)

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Sanzi23 giugno 2017

Alcune parole spiccano di più, nel titolo la parola "vecchio", il termine spigoli e armadio -chiuso-, in mezzo al testo il termine "risveglio" (sia pure circoscritto da -misera rima-), la parola "insultare", il termine "respira". Ci penso perché oggi leggevo un discorso sul lavoro che si fa con le parole in poesia, dove le si va a prendere (il limitare tra dicibile e indicibile, luce e oscurità in tanti sensi ecc.), quanto costano, e cose così, poi le parole tendono a restare in qualche tasca oltre che nella testa del lettore