La Caletta
Se penso a una placida caletta
il pensiero è rivolto Cala Mosca:
dal vento, rimane assai protetta
pur se soffia, come in notte fosca:
e dal Poetto si organizza in fretta
il disloco, alla cala che imbosca.
Ti accoglie molto lieta
sullo spazio ristretto:
resta l'unica meta
quando il vento è scorretto
e tutti quanti accetta:
ed il vento è costretto
a soffiar solo in vetta
o al disopra del muretto
lasciando alla spiaggetta
il suo spazio protetto.
Il mare. dal colore turchino
potrai sempre ammirare:
e cangia ogni mattino
il colore del mare
dal verde al blu marino:
ti immergi per nuotare
in quel mare divino
poi cominci a tuffare.
L'animo è rilassato
nella spiaggia strapiena
e ti senti appagato
nella caletta amena
sonnecchiando sdraiato
sulla finissima rena.
Da sotto l'ombrellone
quando il mattino e chiaro
sempre si ripropone
il panorama del faro
messo in cima al burrone:
navi passan vicino, e raro
qualche vecchio barcone
ormeggiato al riparo:
hai pure l'occasione
e non è molto caro
di far la colazione
alla taverna "il Corsaro".
Finita la tempesta
si torna al vasto Poetto
lasciando Cala Mosca mesta:
essa ti accolse con diletto
e molto addolorata resta
ma attende con affetto.
Questa è la mia caletta
che tutti i giorni attira
e la tiene protetta
la gente che l'ammira:
è ospitale, seppur stretta
e il vento non vi spira.
©
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
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