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Vacanze 26 giugno 2017 · lettura 2 min · 740 letture

La mia Città

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Dai colli verso il mare digrada, la mia città giocosa e luminosa appare alla turista vogliosa mentre sta ad ormeggiare la sua barca costosa. Per chi dal mare arriva pur se ancora lontana lo spirito ravviva la sua bellezza arcana: ed il turista non priva della cucina isolana e nella fase estiva dell'acqua di fontana. Man mano che il traghetto al molo si avvicina la vedi di prospetto la bella cittadina panorama perfetto per una cartolina. Dal molo posi lo sguardo sulle facciate assolate del capoluogo Sardo: poi, sulle strade affollate cammini, fino a giorno tardo ammirando costruzioni merlate: osservi con riguardo le torri ben fortificate: e raccontava un vegliardo di quando furono espugnate. Stanco ma appagato ti ritrovi la sera dopo aver visitato la Cattedrale severa con l'austero sagrato: le palazzine a schiera che nel tempo passato rendevano la gente fiera: ed ogni sito è piantumato in questa eterna primavera. La scalinata del Bastione stai salendo animato fino in cima al costone: e ti accorgi d'un tratto della forte emozione che nei sensi ha lasciato: e ammiri, dall'antico rione la bella veduta mozzafiato. Quando ti trovi in cima alle torri pisane volgi lo sguardo dapprima sulle colline lontane e gli occhi fanno stima delle vedute isolane. Ora dorme e sogna il turista che nei portici adesca una bionda cubista mentre balla la tresca: poi fa cenno al barista per una birra fresca e nota, le barche bene in vista pronte, per la piccola pesca. Anche Cagliari dorme e la città di castello con il suo braccio enorme distende il suo mantello proteggendo le orme di un giorno tanto bello.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano26 giugno 2017

Prima di essere "costretto" a visitare Cagliari (una costrizione benedetta!) per il servizio militare, nel 1974, avevo conosciuto Lisbona, e appena approdai nel capoluogo sardo, via mare (come suggerisce il poeta), notai subito una notevole somiglianza tra le due città (che qui non è il caso di spiegare) . Il Vacca, con un'altra delle sue poesie che coinvolgono tutti i nostri sensi (anche quello tattile: sembra quasi di toccare le bellezze che egli descrive), compone in versi una preziosa guida turistica della sua città che neppure il grande Pessoa fu in grado di fare per la sua Lisbona (la scrisse in prosa) .