ALEPPO( la rabbia)
Nella carezza intollerabile di un inverno furente,
sotto il passo assordante di cingoli indifferenti,
vedo un cielo frantumarsi al suolo
come una coltre stanca che copre l'inferno.
Notti immemori cancellate dalla follia
raccolte in un manto di macerie gravide di miseria,
gridano le anime disperate tenendosi per mano
nel pianto silente di bambini senza più storia.
Le Madri mute di un paese barattato all'oblio
con i pugni squarciati sul petto in un rantolo pietoso,
la pietà di una stirpe che cavalcava gli Dei,
piegata dalla rabbia di stolti profeti del male.
Cavalcando sparvieri sul sibilo del vento
ammiccano a Caronte sul filo insanguinato delle spade,
uomini senza senno nati da un inganno,
dòmini di una terra senza più preghiere.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
Commenti (1)
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L
Loreta Salvatore2 luglio 2017
Rabbia e sdegno per un'umanità morente e per le stragi di innocenti che si consumano nell'indifferenza dei Potenti. Testo profondissimo per la denuncia di un silenzio che grida ed implora giustizia. Lessico forte ed espressivo. Apprezzatissima.