Bologna, forse il millennio scorso
un estremista biondo
proprio come me
“comunque un idiota”
reciproco pensiero
fra i meandri dell'affetto
di una stretta di mano
di vigore tra il medio, il metodico e l'astratto
e nessun libro e nessun pugno
da scambiarsi per il resto del tempo
del nostro futuro minuscolo mondo
autoreferenziale:
c'incontrammo al funerale
di non ricordo che
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Commenti (1)
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S
Sanzi16 luglio 2017
La poesia si dispiega affascinando con le sue parole, densissima, c'è una storia dentro, forse più di una, lo si avverte se uno non si fa distrarre dalla bellezza dei vocaboli (intendo dire non tanto la bellezza estetica ma che c'è la parola giusta nel posto giusto, non so dirlo meglio) e la fine ai sembra lieve, come sorvolando, ma è molto amara dato che si può immaginare di cosa si parla... può essere che sia un incontro fortuito, chissà, di uomini brutti, chissà, certo i versi rispetto alla realtà sono come quando l'acqua è rimescolata, c'è sabbia, alghe, acqua cristallina anche se non sembra, i versi sono la possibilità di vedere la limpidezza, non sempre presente, o assente da anni, la bellezza nel disordine, la verità nel piccolo