Abbracci che plasmano
Giulivo Salvatore Giovanni
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Incollati siamo...
in una spirale
ci ingurgitiamo a parole affamate
nei nostri sobborghi
così ingordi
dei nostri ingorghi...
Mangiamoci a bocche piene
sciogliendoci con le chimere
queste catene...
che bel succo anela
questo prezioso minuto
come pompelmo spremuto
in agrodolce desiderio
in noi maturato
trasudato dai nostri pori
dei nostri corpi...
in sacrificio nei nostri templi.
Strette le nostre mani
cosi avide...
afferrati ogni istante
sbattute e ricongiunte
di noi giovani preghiere
nei lontani trasportati
in oasi spoglie raggiunte...
in queste nostre valli
assaporandone i passaggi
di queste dita viaggiatrici
in cerca dei tesori
scavati in noi
dolci anime nei deserti
cercando sussulti
sotto sabbie mobili
lasciandoci plasmare
come crete nei destini
asfissiate dai nostri abbracci
cercandone i nostri intimi passaggi.
Dentro il nostro pensiero
dove siamo neuroni
incarceriamoci emozioni
sulla nostra pelle
assaporata sulle papille
di noi ricercatori
dei sapori dei nostri cuori
fremendo sotto le labbra
liberando i peli
di rose di spine
ancora schiave
sulle nostre lingue
pieni dei nostri vocaboli
cercando i nostri sinonimi
di anime gemelle
avvinghiate come stelle.
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