I giorni dell'ira
A capo chino mi è difficile volare,
mentre mi stringo al petto gli occhi lacerati,
in un tempo che travolge l'innocenza,
gravida dei fulmini che l'inferno serve impietoso.
Ho veduto uomini trasecolare arsi da un ira oscura
mentre si nutrivano della paura di un amore,
li ho visti piangere ancora con il cuore stretto tra le mani,
su quel sorriso immobile sull'ultima carezza.
Ho attraversato un mare di ipocrite stelle
fianco a fianco di un onda spinta da cavalli sfiniti,
avevano in sella solo sogni disperati,
correvano all'impazzata verso un orrido infinito.
Mi sono inginocchiato sulle lacrime della mia isola antica,
Mentre urlavo al cielo il mio dolore bruciato dalle fiamme,
vedevo il cielo che scompariva inghiottito dal male,
e la terra che cambiava colore divorata dal fuoco criminale.
In questo mio tempo divenuto ostile
camminerò ancora con il freddo nelle mani mute,
non avrò più dolore arrampicato sulle mie ciglia piegate,
sarò ancora nei giorni a raccontare la mia ira.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
Commenti (1)
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Annalisa Maestroni15 luglio 2017
... non ho parole per descrivere questa poesia ... struggente, una lacrima mi è scesa dal viso ... complimenti