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Sociale 7 novembre 2007 · lettura 1 min · 941 letture

Il lavavetri

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Daniele Locchi 124 poesie pubblicate
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Chiamami Ahmed, oppure Abdul, o Mohammed Alì; per me invece resti uno tutto chiuso lì dentro sguardo sempre poco più avanti dito che fa il tergicristallo. Voglio fare un affare con te: per cinquanta centesimi laverò dal tuo vetro gli spruzzi d’umanità piovuti chissà come e perché da questo arido cielo di sole.
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Daniele Locchi
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Commenti (1)

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Maurizio Casaril7 novembre 2007

parole molto profonde lasciando specchio di una umanità ormai dimenticata, unica critica mia personale a volte lo specchio deve riflettere realtà oggettive e i lava vetri non sono persone da compatire. se avessero loro umanità cercherebbo da loro un sistema pulito e corretto per sopravvivere, ogni paese va amato e vissutonel bene e nel male e non lasciato per depredare i vicini avendo incolumità e protezioni assurde (vedi stupri) . chi scappa dal proprio paese non è amato dal medesimo e cerca in ogni modo di aggrapparsi al prossimo non può essere compatito, non è giusto siamo tutti uguali. volevo condividere un pensiero che questa poesia mi ha suscitato, essendo anche noi molto poveri ma stiamo aggrappati coi denti alla nostra terra anche con pane e acqua.