Granchi e Nerone
Faccio il morto sotto Nerone
sotto un faro, i cactus, la Villa sul mare
che ora
è quasi nel mare.
Faccio il morto e c'è tanto, c'è troppo
in un unico luogo, ci son sterpi e l'arido
piccolo promontorio ed intorno la villa, la villa ed i ruderi
lambiscono il mare, in alto gabbiani, in basso
pesci, diversi ed a frotte, e uno scoglio
ed un granchio ed un altro, conchiglie, Nerone
di nuovo in alto, più in là, sta a guardare.
Mi dispiace, Augusto Imperatore;
hai una Villa fantastica, che si farebbe ammirare
per ore, ma più bello è il mare.
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Commenti (1)
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Loreta Salvatore3 agosto 2017
Un tono semiserio permea tutta la composizione che descrive attraverso minuziosi dettagli simbolici il paesaggio naturalistico ed artistico che l'autore osserva. Da arguto spettatore si chiede se la civiltà umana, che comporta anche involuzioni e degrado nei risultati più evidenti dell'incuria e dell'abbandono, possa sovrastare la bellezza del mare e della natura in senso lato. Opera notevole sotto tutti i punti di vista. Messaggio che interroga l'uomo.