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Introspezione 8 agosto 2017 · lettura 1 min · 577 letture

Il punto migliore di un ramo

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Alessia Giuca 52 poesie pubblicate
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Quattro lati, a squadra come da bambini: uno per ciascuno gli abbecedari. Mi rivedo a colorare alberi panciuti, senza rami: rotondi, come piccole sfere sbattute per terra; circoscritti, come pezzi unici tagliati nel loro punto migliore. Dei rami non ho mai conosciuto la destinazione, l'uso o il particolare vezzo che li vuole figli di un tronco. Passo sopra la mano, il mio pennarello: disegno lettere spezzate nel punto migliore. Sororalità di rami e lettere e scatole di cartone, e bassi infissi per guardare su.
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Il mio "sororalità" è riferito ad una strana "sorellanza", "connessione quasi genetica" tra tutto ciò che elenco successivamente: scatole di cartone, lettere, bassi infissi, rami.

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L'autore
Alessia Giuca
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Commenti (1)

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poeta per te zaza8 agosto 2017

Raro rivivere quello che si pensa da bambini, mentre si disegna un albero o spiegarsi perché il pennarello sulla mano disegna "lettere spezzate nel punto migliore". E rivedersi dal basso di una porta- finestra a guardare in su. Oppure è da dentro una scatola di cartone, con la finestrina ritagliata, il basso infisso da cui sembra anche a me di guardare ancora in su?