L'allegro uso dei colori

Vieni qui, e ti farò Sentire...
Ho colmato di succhi i grandi secchi
facciamo che io assaggio e tu mi tocchi...
Barattoli di vetro trasparenti
come la pelle su cui appoggiare i denti
frutta fresca, spremute di lampone
golosa e assai piccante, è l'occasione.
Lasciami fare e lasciati un po' andare
io sono il pane che potrai impastare
cuocere a fuoco lento, e poi mangiare,
tu sei la marmellata da spalmare...
Ogni colore corrisponde a nota,
e adesso taci! Lasciamoci suonare
l'uno dell'altro troverà la chiave
sarò il tuo violino, in do maggiore.
Indiscreti pennelli, son le dita
voglio scriverti addosso inni alla vita
i brividi non puoi più cancellare...
I tratti di goduria sul tuo viso
saranno tutti da fotografare.
Spogliami con le mani colorate
assaggia questi seni di lampone
intingi le tue dita nel sapore
amaro e dolce delle insenature...
Crema di pesca in tutte le mie pieghe
disegnale con bacche di vaniglia,
ora che tu sei fragola e io panna,
lecchiamo con dovizia ogni colore...
Abbiam finito la vera colazione,
e consumato questa meraviglia...
Sazio di tutto questo ben di Dio
cercami addosso quell'angolo perfetto
dormi sereno sopra questo petto
cuscino ambito assai, per te protetto.
©
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L'autore
Donatella Piras
Autrice metropolitana dai toni duri e taglienti, forti a volte spietati. Non è comunque raro seguirla in esplosioni emotive dalle note dolci che rasentano il classico. In ogni caso si tratta sempre di versi estemporanei e senza falsi pudori. Anzi, la sua è un’eterna lotta contro ipocrisie e luoghi comuni. Appas
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