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Impressioni 11 agosto 2017 · lettura 4 min · 805 letture

L'Oasi del Mediterraneo

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Ti sbatto dritto in Sardegna urlavano alla burba gli ufficiali se di sporco avea la tuta pregna o si scordava i doveri personali: la terra Sarda tenevan poco degna di accogliere Baroni e Generali e quella minaccia già c'insegna ch'era poco apprezzata dai reali: ridotta ad un posto di consegna o ad un infimo stazzo per maiali. Ora son quasi invertite le svariatissime opinioni e tante persone son censite provenienti da tutte le nazioni e da i luoghi rimangono rapite: vengono per trovare soluzioni alle avventure fallite: altre sono in cerca di emozioni e avran sorprese assai gradite: vengono a godersi le stagioni nell'isola dal clima mite: arrivano giovani ed anziani anche per curarsi la bronchite e ci sarà invasione di africani. Quando eravamo piccolini ascoltavamo i nostri anziani che affermavano senza mezzi fini i disaggi di tanti paesani che andavano lontano dai confini sperando di rimanere sempre sani per procacciare pan per i bambini: la terra fu ingrata agli isolani costretti ad emigrare poverini: al ritorno trovavan volti strani avevano con se franchi e fiorini ma tanti calli avevano alle mani. L'isola tanto cara agli stranieri s'è adeguata a tanti cambiamenti portando siti interni e costieri fra i primi, di tutti i continenti: ma sorgevan così problemi seri con le brame dei soliti incoscienti che vendendo la terra ai forestieri causavano già tanti scontenti: stipando i colli di cantieri erigevan villette appariscenti perfino dove osan gli sparvieri devastando le bellezze più evidenti. Si sopravvive ancor tutto sommato ed accettar dobbiamo il risultato: se pensiamo agli intrighi del passato e a quante volte il suolo fu occupato che perfino l'Etruria ha comandato invadendo anche il più misero abitato: diciamo che il peggio se n'è andato ma tante ingiustizie ci ha lasciato e viviamo in un mondo tanto astratto da non veder chi causa tal misfatto. Nel centro del bacino con pregio strutturata il sole la bacia ogni mattino l'isola, da tutti tanto amata creata dalle mani del divino: e rendono l'aria profumata i fiori, di quest'immenso giardino: l'isola è tanto frequentata dalla spiaggia di Stintino aggirando la costa frastagliata fino al rinomato Porto pino dove un'usanza viene rimembrata facendo ogni giorno lo spuntino nella spiaggia affollata dell'isola che affiora dal catino al sole, di una terra incantata. Chi preferisce le montagne gode il più bel panorama e può gustar castagne e prosciutti di rinomata fama lontano da truffe e da magagne: ma l'ospite a tavola richiama il sugo di ragù sulle lasagne che tanti buongustai disfama. Sei traboccante di sole e di tramonti speciali: del Gennargentu la possente mole e del Limbàra le acque minerali laddove vi sono strette gole ed ampie grotte naturali: vorrei dedicar belle parole ai tanti siti ospitali coi prati fioriti di viole ed altri fiori tipici locali. Voglio lodarti mane e sera per il meraviglioso clima e la stupenda eterna primavera: il vento carezza fino in cima i monti, di quest'isola austera e di tanta bellezza fa la stima: a volte, selvaggio come fiera soffia, finché la furia non reprima e se vien repentina la bufera fiero, soffia ancor più di prima. Potrei parlar di Te tutta la sera per dire al turista sprovveduto che l'isola è inesauribile miniera d'aria pura e di sole, soprattutto: e sia d'estate o sia di primavera ogni giorno dell'anno va goduto in montagna oppur sulla riviera specie se il soggiorno va vissuto con una bellissima straniera morbida come un drappo di velluto.
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(scritta nel 2010)

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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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