CIRCE (o dell'illusoria evasione)
Eleonora Capomastro Orofino
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Ho detto no
alla tua voce piena di lusinghe,
Circe.
Infida ammaliatrice,
ai tuoi fianchi seducenti
e ai tuoi baci traboccanti di vino di Pramno,
ho detto no.
Non più il falso sollievo
del tuo subdolo abbraccio,
le sideree lune ebbre dei tuoi occhi.
I risvegli torbidi,
schiacciati nel fango, come foglie marce calpestate.
Ti ho guardato
e ho distinto il tuo inganno:
non avrai più un solo dei miei giorni!
Figlia del vizio e della perdizione,
quel che tu offri è un'insana chimera.
Storditi ricordi in vacue esaltazioni:
dolore, disagio, fragilità, insoddisfazione,
tu pari prender tutto e dispensare assoluzione.
Mai menzogna fu più grande!
Ho scorto la tua insidia,
beffarda ladra di memorie e sicurezze.
Quanti uomini ingannati e poi perduti
nella tua illusoria evasione.
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