Ramblar de mar
Dentro le favole di una Ramblar sfavillante di sapori
nel pasear di un popolo che vibra di passione,
tra gli oleandri e giocolieri che ridono nei colori,
dentro un’estate gitana di allegria.
All’impazzata tutto si spegne all’improvviso,
un rombo di follia copre la musica e il riso di una donna,
come un domino scomposto che cade in un lamento,
sui lembi di carne dipinti sulla strada,
L’asfalto carminio ha cambiato la sua voce,
urla disperatamente una ragione, oltre la ragione,
non c’è motivo perché la morte possa consolare,
non c’è dolore che possa salire al cielo.
Ho creduto di impazzire mentre frugavo fra le lacrime,
quando cercavo tra le righe il dolore di una madre,
tra i brandelli di vita sparsi dentro le mani
mi arrovellavo a cercare l’anima di inutili carnefici.
Non sarà sulla strada che sbocceranno i fiori del perdono,
come serpi con gli occhi stravolti
il dolore inghiottirà le parole, nel turbinio di una babele,
piegati in un eden sacrificati da un idolo creato nel male.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
Commenti (1)
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Claretta Frau20 agosto 2017
Uno sfogo più che legittimo, troppa cattiveria, troppa crudeltà e vigliaccheria su persone inermi.
