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Impressioni 30 agosto 2017 · lettura 4 min · 660 letture

Nel porto

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Cammino spesso nel porto dall'uno all'altro molo nei miei pensieri assorto: e là, spiccano il volo seguendo il becco storto i gabbiani, sul molo. Volteggiano leggiadri facendo finta di niente ma scrutano come ladri e tuffan velocemente se una preda s'inquadri sulla vista possente. Nel porto mi diletto godendo l'aria fresca e incuriosito aspetto finché prepari l'esca un pescator soletto che là vicino pesca. Guizzan fuori impauriti branchi di mugginetti dalla ricciola inseguiti: e fuggon poveretti nuotando molto spediti prima che li banchetti. Fra un cargo che riparte e l'altra nave che arriva là, sul molo in disparte stan scaricando una stiva piena d'opere d'arte per una mostra estiva. Avvien di rado assai di vedere un delfino: non vengon quasi mai nello stretto bacino: ma salvano dai guai chi trovan sul cammino. Affiora assai prestante giocando con la testa il cetaceo gigante: scuro sul dorso resta festoso e stravagante segue le nostre gesta. Non rimango annoiato se di mattina presto scaricano il pescato: che con vago pretesto i grossisti han pagato solo a prezzo modesto: e han cosi guadagnato soldoni ad ogni cesto. Sul molo, solidi pescherecci sostano, durante la giornata: a bordo, fanno precisi intrecci su una rete squarciata: poi, gustan la zuppa di ceci prima dell'imminente salpata: a Maria elevan fervide preci per una calma nottata. Ma se il tempo è balordo e oltremodo rischioso sono tutti d'accordo di evitare il maroso e rimangono a bordo per godere il riposo. Di Bonaria son devoti e riverenti e sfuggon la frode con l'inganno: pregano la madonna assai ferventi offrendo i sacrifici che essi fanno: il giorno della festa son presenti affinché li preservi da ogni danno: addobbano i natanti, sorridenti e in mare la Madonna seguiranno. Se da vicino passo alle gru colossali mentre imbragano un masso sento urlare i portuali sia di sopra o dabbasso con voci gutturali: le scene son da spasso pure se in se banali. Se arriva una nave obsoleta e vien l'attracco precluso un rimorchiatore l'aspetta: e se la nave è in disuso la spinge dritta alla meta scafo e carico incluso. Nel porto, è sempre un'avventura: vedo fra imbarchi e sbarchi gente di ogni cultura pieni di franchi e marchi: vengono a vedere la struttura della città e dei suoi parchi. Non ricordo la data mi sembra, l'altro ieri che un tale si è pescata con tre vermetti interi una bellissima orata e due ghiozzetti neri: la pesca è assicurata coi becchimi stranieri ma se vien consumata saran problemi seri. Il porto, imponente struttura e sicura risorsa del futuro: c'è gente in cerca d'avventura altri, hanno un approdo sicuro: ci son gli agenti di questura attenti, e col cervello maturo: doganieri, che con zelo e bravura mettono con le spalle al muro chi traffica in polverina pura con tanto coraggio e polso duro. La mia mente è confusa sono un poco sbadato e ve ne chiedo scusa se mi scordavo il fatto che ho visto una medusa con il corpo iridato. L'ingenua, viveva come reclusa perché l'uscita avea dimenticato: ora, si sposta tutto alla rinfusa finché lo sbocco avrà trovato: nel porto, essa è poco diffusa ma sul lido e pericolo scontato. Ora preparo anch'io la mia canna da pesca: e con perfetto avvio infilo all'amo l'esca ma c'è troppo ronzio e il pesce non adesca. Mi sposto verso ponente dove c'è pocca gente ma mi ritorna in mente che lì non pesco niente perché c'è pocca corrente e pure il pesce è assente. Mentre arriva una barca tutta nuova ecco che un'altra nave salpa via navigando, sembra che non si muova ma guardando la scia ne ho subito la prova: il porto, spinge la fantasia e il buio, scrivendo ancor mi trova ma ora me ne torno a casa mia.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano30 agosto 2017

Rari sono i poeti e gli scrittori capaci di fare appassionare il lettore ad argomenti che egli poco conosce e cura (di solito il lettore ama maggiormente gli autori che hanno i suoi stessi interessi) . Sono ben poco avvezzo al mare, ai porti e tanto meno alla pesca, ma il Vacca, con questa sua nitida e concreta poesia (in cui le belle rime sembrano essere funzionali al rinforzo dei concetti espressi), mi ha quasi suscitato il desiderio di fare quantomeno una passeggiata nei paraggi di un porto! I grandi scrittori, inoltre, si riconoscono anche dal loro stile personale, ed ormai sarei capace di riconoscere una poesia del Vacca anche se non fosse da lui firmata...